Il Falco d'Argento

Mentre a pochi giorni dal capodanno 1889 la capitale è scossa da un evasione di massa di pericolosi criminali i futuri investigatori vengono convocati dal gentiluomo Adam Worth con la richiesta di aiutarlo in una sensibile questione: una statuetta d’argento che occupava una posizione d’onore all’ingresso del suo Club è stata rubata. Sua figlia Irene si è interessata amatorialmente della questione, sparendo tuttavia senza lasciare traccia a sua volta a pochi giorni dall’inizio dell’investigazione.

Presso l’ultimo luogo da lei visitato, la bottega di un argentiere, trovano solamente le tracce di una colluttazione ed uno stampo recentemente usato per creare un impugnatura di bastone, fortuna vuole tuttavia che alcuni residenti possano indicare loro presso quale fumeria d’oppio uno dei rapinatori passa le proprie giornate. Dopo averlo interrogato ed identificato come uno dei fuggiaschi, un bruto ha uccido numerose persone con un piccone, ma non potendolo arrestare sotto i vigili occhi dei numerosi orientali decidono di visitare la casa dell’investigatore provetto Arthur Doyle. Quest’ultimo aveva ritrovato il Falco durante una precedente sparizione, nonché arrestato tutti i latitanti che fanno da protagonisti sulle prime pagine dei giornali, tenendo conto che il bastone è la sua arma preferita è facile considerarlo il principale sospettato.

Alla sua abitazione li attende una trappola esplosiva che per poco non li lascia decimati, ma riescono a trarre in salvo una planimetria che riconoscono come quella di Kings Cross, dove Worth sta per partire per un viaggio d’affari. Precipitandosi sul posto arrivano giusto in tempo per cadere vittima di un attentato, la locomotiva esplode per colpa di un altro ordigno ed una letale freccia risparmia il loro datore di lavoro per meri centimetri, avvolto attorno all’asta porta un messaggio: “scambiare il genio per arroganza è un errore da stolti: alla mezzanotte la terza testa di Diogene e l’Impero conoscerà il nuovo anno finalmente libera.” Confrontato con una situazione difficimente spiegabile Worth si vede allora costretto a rivelare loro finalmente la verità:

Gli investigatori sono rimasti invischiati nelle questioni di uno dei più segreti ed esclusivi circoli del Regno Unito, il Diogenes Gentlemen’s Club. Il fondatore recentemente deceduto ha lasciato le redini in mano al suo pupillo Adam Worth con come stretti consiglieri la talentuosa arrampicatrice sociale Irene Adler e Doyle. Quest’ultimo è sempre stato vittima di una profonda invidia nei confronti dei suoi pari nonostante i suoi numerosi successi e si teme abbia fatto scomparire la donna ed ora voglia rivalersi sui rimanenti soci, quindi scusandosi ripetutamente per gli intrighi li prega di portare a compimento le indagini e catturare Doyle in cambio dell’ammissione in seno al club.

Intuendo che in ballo ci sia ben più del buon nome di un circolo di gentiluomini il gruppo raddoppia gli sforzi e cerca indizi per rintracciare il vendicativo investigatore e la sua manica di criminali. Dopo varie piste inconclusive finalmente fanno centro svegliando in piena notte il suo banchiere e prendendo d’esame i suoi possedimenti. Fra di essi figura una chiesa sconsacrata sufficientemente grande e fuorimano per essere un nascondiglio ideale.

Con l’approcciare della mezzanotte si precipitano sul posto, e si trovano subito confrontati con il peggio che Blackgate abbia potuto rigurgitare: l’assassino albino conosciuto come Gargoyle, Trick l’ingegnere nano, la strangolatrice di Highbridge ed altri. Doyle stesso invece attende già ebbro di vittoria in cima al campanile, con Irene Adler ancora in vita legata alle campane arrugginite pronta a cadere nel vuoto quando cominceranno a suonare. Il confronto è sanguinario e molti dei criminali combattono fino a quando rimangono a terra senza vita, ma il loro leader confrontato con la cattura decide piuttosto di suicidarsi lanciandosi in strada. Con una manovra acrobatica e rischiosa i nostri eroi riescono a portare in salvo la donna, solo per accorgersi che fra i corpi non c’è quello del trasformista russo Arkadi Semak. La partita a scacchi con Doyle non è ancora terminata nonostante la sua morte.

In lontananza la sede del circolo detona in una fontana di detriti incendiati, portando con se tutti i presenti ai festeggiamenti di Capodanno.

Perquisendo la chiesa trovano Sebastia Moran, l’uomo di fiducia di Worth, pestato e torturato in una cella. Nell’istante in cui comprendono che è stato sostituito durante la confusione dell’attentato in stazione una freccia del morente Gargoyle falcia la signorina Adler lasciandola a terra esanime, ma lui stesso viene abbattuto da diversi colpi d’arma da fuoco al petto in risposta. Mentre Albione festeggia un nuovo decennio i più recenti membri del Diogenes Club si fanno strada verso il porto, dove sanno trovarsi Worth, raggiungendolo appena in tempo per fermare il falso Moran dall’uccidere lui ed il misterioso uomo in ombra a cui stava facendo rapporto con un fumogeno avvelenato. Prima che possano vedere chi sia questo si dilegua, ed agli eroi rimane appena uno stralcio di conversazione in cui Worth lo chiama M.

Il Falco d'Argento

Diogenes Club Crowley