Al Suono del Carillon

Due giorni dopo.

Nell’ambulatorio sotto Scotland Yard i nuovi soci del Diogenes Club sono attesi da un allegro medico dall’aspetto malaticcio per ragguagliarli in maniera minuziosa e rivoltante delle particolarità anatomiche dei freak recuperati dalle rovine della chiesa. In seguito vengono condottivdall’ultimo membro originale sopravvissuto in un piccolo auditorium dal pavimento piastrellato ed odore asettico. Due inservienti trasportano nella stanza anatomica il cadavere di Arthur Doyle assicurato ad un sedile, e senza una parola si dileguano, mentre Worth posa sul tavolo un piccolo carillon e ne apre il coperchio facendolo suonare.

Quasi immediatamente il defunto tira un raschiante respiro.

“Adam. Il Carillon di Norimberga? Mi piace. Ti ricordi quando lo recuperammo?”

“Doyle.”

“Che anno era? Prima che tutti ci trovassimo in questa situazione…”

“E tu ci tradissi.”

“Questi devono essere i tuoi nuovi cuccioli. Poveretti, trascinati in un mondo che ancora non comprendono… Scappate finché siete in tempo. La nave sta affondando. Ahahaha.”

“Non farmi perdere tempo. Rispondi solamente ad una domanda: Sei stato tu?”

“Io? Si. Forse. No. Che differenza fa? Quel che è certo è che sono io che ho tentato di dare all’Impero in agonia l’ultima possibilità di riaversi, la via d’uscita onorevole prima di rassegnarsi alla cancrena. Lo sappiamo entrambi Adam, anche se non lo vuoi ammettere.”

“Smettila di giocare. Sei morto ormai, puoi dirci tutto.”

“Io ti ho già detto tutto. Sai quello che sta arrivando quanto lo so io, solo che non ci vuoi credere. Preferisci nasconderti sotto la coperta sperando in giorni migliori.”

Toc. Toc. Alla porta.

“Io vi aspetto qui Adam. Non può mancare molto, e visto che purtroppo ho fallito, è la fine per tutti. Non la salverà certo il tuo piccolo e sonnacchioso Club, avete scartato l’unico asso che avevate.”

Con un movimento deciso Worth chiude la scatola di legno, e come se una mano invisibile avesse reciso i fili del burattino, Doyle ricade inerte e cianotico. Dall’unica porta della sala fanno il loro ingresso due gentiluomini con spade alla cintura e sguardo serio.

“Per ordine dell’Arcivescovo di Canterbury e con il benestare di Sua Maestà, i resti mortali e l’anima di quest’uomo sono da consegnare alla custodia dell’Ordine dei Cavalieri di San Giorgio. Fatelo pacificamente."

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Al Suono del Carillon

Diogenes Club Crowley